Il caso GameStop - Davide contro Golia

Ne avrete sicuramente sentito parlare anche al telegiornale; ma per chi non sapesse nulla di ciò che è successo nelle ultime settimane al titolo GameStop, ecco un breve riassunto.



Cos'è GameStop?

Per i non appassionati di videogiochi, GameStop è una catena di negozi il cui business è incentrato sulla vendita e affitto di videogiochi nuovi ed usati, e di dispositivi per videogiochi, come consolle e accessori. Li avrete sicuramente visti all'interno di qualche centro commerciale, ma se i videogames non vi appassionano ve ne sarete sempre tenuti alla larga. Se avete figli, è molto probabile che vi ci abbiano trascinato dentro più di una volta.
Il modello di business però dovrebbe suonare familiare a tutti: ricordate Blockbuster? Esatto: stesso modello di business, diverso tipo di prodotto. 

Blockbuster era principalmente dedicato ai film, che vendeva o affittava sui supporti disponibili come videocassette, dvd, blu-ray. 
Che è successo a Blockbuster? E' fallita nel momento in cui l'industria i cui prodotti erano anche distribuiti da Blockbuster ha deciso di abbandonare la strategia retail e rendere disponibili i propri prodotti online, creando partnership con i cosiddetti Over the top, ossia i Netflix che permettono la visione di film on demand. Se basta una connessione internet per affittare un film e vederselo in TV perché mai un utente dovrebbe vestirsi, uscire di casa, magari prendere la macchina, andare da Blockbuster, sperare che il titolo che vuole vedere sia disponibile, tornare a casa, e dopo la visione ritornare in negozio a consegnare il dvd?
E' così che nel giro di poco tempo Blockbuster è fallita, assieme a quel modello di business.

Ma questo non era ancora avvenuto per i videogiochi, che sono un po' più resistenti per via degli accessori, e dell'innata natura feticistica del supporto, tra gli adepti. Tuttavia Game Stop non era in salute; basti guardare i bilanci dell'azienda per capirlo. Nel 2019 ha chiuso in rosso per 400 milioni di dollari, e senza un cambio radicale nel modello di business, il futuro della catena era destinato a seguire i passi del suo predecessore Blockbuster.  Finché a settembre 2020 non è entrato nell'azionariato Ryan Cohen, fondatore di Chewy, società attiva nell'ecommerce per animali domestici, con l'obiettivo di fare di Game Stop, e della sua catena di negozi, un competitor di Amazon. A quel punto le azioni avevano iniziato a riprendersi, sulla scia di un progetto tanto ambizioso. Ma il Covid ha creato problemi a tutto il settore retail, e gli squali degli hedge funds non potevano lasciarsi scappare una preda così attraente...


I fatti di Gennaio

Veniamo a Gennaio 2021: alcuni hedge funds, i fondi speculativi che fanno esplodere bolle finanziarie guadagnando pesantemente alle spalle dei piccoli risparmiatori che tipicamente ci rimettono, "shortano" il titolo ossia scommettono al ribasso su Game Stop. Lo shortare è spiegato da Wikipedia come segue:

Al fine di operare una vendita allo scoperto, il venditore allo scoperto (chiamato anche scopertista o short seller oppure venditore a nudo) prende a prestito titoli da una banca o da un intermediario finanziario (in inglese "broker"), e li vende immediatamente sul mercato, con l'intento di ricomprarli in futuro ad un prezzo inferiore. Tale operazione viene tecnicamente definita ricopertura dello scoperto (in inglese short covering). Pertanto la vendita allo scoperto si configura come un prestito di titoli, per il quale il venditore allo scoperto paga un interesse al prestatore. L'ammontare dell'interesse dipende dalla durata del prestito.

Come anticipato, lo short selling viene effettuato in quanto il venditore allo scoperto si aspetta che il prezzo dei titoli presi in prestito subisca un calo in borsa. In questo modo, il costo del riacquisto dei titoli sul mercato sarà inferiore al ricavo precedentemente incassato dalla vendita degli stessi (e di solito tale controvalore ricevuto viene provvisoriamente posto a garanzia sullo short fino a ricopertura eseguita). In questo caso il rendimento complessivo dell'operazione di short selling risulta in profitto e il venditore allo scoperto è in grado di corrispondere l'interesse al prestatore dei titoli.

Se, al contrario, il prezzo dei titoli aumenta durante il tempo del prestito, il rendimento dell'operazione si traduce in una perdita. Per tale ragione la vendita allo scoperto si effettua principalmente quando i mercati azionari si trovano in una fase discendente, da qui il nome "short" (tr. "breve"), perché storicamente le fasi discendenti dei mercati finanziari hanno una durata più breve e sono meno numerose delle fasi ascendenti. (Wikipedia)




In sostanza, gli hedge fund, il Golia della storia, si sono impegnati a comperare azioni GameStop nel futuro, scommettendo sul fatto che il valore dell'azione sarebbe sceso sotto una certa soglia, a cui poi avrebbero dovuto comperarla. 
Nel frattempo, su Reddit, una comunità di piccoli investitori privati, il Davide della storia, si è organizzata e sincronizzata per comperare e mantenere in portafoglio le azioni di GameStop al fine di contrastare l'attacco ribassista degli hedge fund, di fatto interrompendo il trend ribassista e costringendo gli hedge funds a ridurre il loro scoperto per ridurre il rischio, e quindi a comperare grosse quantità di azioni GameStop ad un prezzo superiore a quello a cui le avevano virtualmente vendute, capitalizzando ingenti perdite. 
Questo evento ha anche innescato il cosiddetto "short squeeze", poiché la ricopertura da parte degli hedge funds ha a sua volta causato un incremento nel valore del titolo, che nel giro di due settimane è passato da 20 dollari a 347 dollari per azione, in un vortice che spingeva sempre più investitori a comprare parte delle azioni per non perdere l'occasione di guadagno.
In the stock market, a short squeeze is a rapid increase in the price of a stock owing primarily to technical factors in the market rather than underlying fundamentals. A short squeeze can occur when there is a lack of supply and an excess of demand for the stock due to short sellers covering (liquidating) their positions. (Wikipedia)


 

Ci sono alcuni aspetti molto significativi in questa storia:
  • Per la prima volta una moltitudine di piccoli investitori si sono sincronizzati attraverso una piattaforma social per contrastare l'attacco speculativo da parte degli hedge funds, provocando grosse perdite agli stessi fondi speculativi. Alcuni personaggi come Elon Musk si sono allineati alla rivolta dei piccoli investitori.
  • La SEC, l'ente di controllo americano, non è intervenuta durante l'attacco speculativo al ribasso su una società attiva nel settore retail, già pesantemente colpito dalla pandemia
  • Sempre la SEC non è intervenuta quando su Reddit, in chiaro, una serie di investitori concordava la strategia per mandare i fondi speculativi a gambe all'aria, ossia per manipolare il mercato
  • Per la prima volta, l'utilizzo dei social come Reddit da parte dei piccoli azionisti ha dimostrato che le operazioni di short selling da parte dei fondi speculativi possono essere molto rischiose anche per gli stessi fondi speculativi
  • Una delle piattaforme di trading più economiche, Robinhood, ampiamente utilizzata dai piccoli azionisti USA per coordinare la difesa di GameStop contro l'attacco ribassista degli hedge funds, è stata anche la prima a sospendere le transazioni sul titolo GameStop, di fatto agendo prima che l'ente garante (la SEC in questo caso) prendesse posizione. A me ricorda tanto l'episodio di Twitter che blocca l'account di Trump: una società privata che si sostituisce al ruolo della politica in una situazione di potenziale pericolo
  • Ultimo ma forse il più importante: la strategia coordinata di acquisto ha funzionato, ma sarà possibile coordinare una strategia di vendita da parte dei piccoli investitori? Ad oggi il catenaccio difensivo della moltitudine di investitori in protezione di GameStop ha tenuto; ma è solo questione di tempo: prima o poi le fila dei piccoli investitori si romperanno per prendere beneficio dall'elevato valore dell'azione, che tenderà al suo valore intrinseco. E quando questo accadrà il titolo scenderà rovinosamente lasciando un sapore amarissimo nei piccoli investitori rimasti con il cerino in mano.
Nel frattempo si spera che il piano di rilancio di GameStop sia solido abbastanza da tener gli squali speculatori, di cui il mare del mondo finanziario è pieno, alla larga per un po' dall'azienda
E se da un lato è bello sapere che una moltitudine di sardine sono riuscite, per una volta, a spaventare il predatore e farlo battere in ritirata, dall'altro è inquietante pensare che una tale turbativa di mercato in futuro potrebbe essere coordinata e pilotata ad arte, producendo effetti distorsivi devastanti, non in difesa ma all'attacco di un titolo, potenzialmente spingendo al fallimento qualunque ente finanziario pesantemente esposto verso l'oggetto dell'azione coordinata.


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Il digiuno intermittente per il controllo del peso

Ho sempre percepito il peso come un problema, a torto o, quasi sempre, a ragione.

Non posso definirmi una persona magra, né longilinea: ho una struttura massiccia, e se a questo si aggiunge che mi piace mangiare, la mia forma fisica non si è mai discostata troppo da quella di un orso bruno.

Ma ci ho provato, oh se ci ho provato!


A ben pensarci mi sembra che, da che ne ho memoria, io non abbia fatto altro nella vita che cercare di tenere sotto controllo il mio peso. Senza peraltro mai riuscirci pienamente.

Infatti ricordo di aver provato un'infinità di diete, regimi alimentari, attività sportive e letture di libri che potessero aiutarmi a perdere anche solo pochi chili, quasi sempre sulla pancia.

Andando a ritroso nel tempo ho provato nell'ordine:

  • Diete "a giorni", in cui un intero giorno era dedicato ad un solo cibo, da consumare a colazione, a pranzo e a cena (ricordo ancora il giorno del riso integrale, o peggio quello delle pere cotte...). Questa dieta ti toglie il piacere di mangiare e farla per 3 settimane porta ad un risultato principale: contare le ore che ti separano dalla sua fine;
  • Diete iper ipoglucidiche, come la Atkins, in cui l'apporto totale di carboidrati doveva essere inferiore al 3% in peso del cibo totale ingerito, dieta con cui avevo perso un sacco di peso, ma non sostenibile nel lungo periodo, poiché le fonti principali sono proteine e grassi. Oltre alla perdita di peso avevo ottenuto paradossalmente una drastica riduzione del colesterolo nel sangue. Ricordo che il farmacista da cui andavo a fare le analisi periodicamente era incredulo;
  • Diete basate sul controllo delle calorie ingerite. Queste le conosciamo tutti: si parte bene, poi si iniziano ad allentare i cordoni e si finisce per ingerire più di quello che si faceva prima di iniziare;
  • Diete basate sulla "Zona", ossia con un importo equilibrato e predefinito tra carboidrati, proteine e grassi, ad ogni pasto. Anche questa non di facilissima esecuzione, specialmente se si è fuori a pranzo con una scelta limitata, a meno di non portarsi la "schiscia" da casa, che però è molto laboriosa... insomma questa funziona finché la si fa, ma è difficile trasformarla da dieta ad abitudine alimentare;
  • Programmi di disintossicazione alimentare basati su un processo di eliminazione di alimenti che promuovessero sbilanciamenti immunitari e ormonali, per poi gradualmente reintrodurli (per chi fosse interessato all'argomento consiglio il bel "Tutto inizia con il cibo" di Melissa e Dallas Hartwig).

Ce ne sono sicuramente altre, sperimentate personalmente nell'arco di 30 anni, di cui ora non ricordo i dettagli, ma nessuna definitiva.
Insomma, una soluzione che valga per me esiste?
La risposta è semplice: no.




Nel senso che tutte le soluzioni sopra portano dei risultati, ma nessuna di esse è sostenibile ad libitum, e vanno tutte ripetute periodicamente, innescando l'effetto yo-yo in cui si ingrassa quando non la si segue e si dimagrisce quando la si segue.
Il problema è anche che con il passare degli anni il metabolismo rallenta, e mentre si prende peso sempre facilmente, diventa sempre più difficile perderlo applicando una dieta temporanea.


L'INTERMITTENT FASTING

Non potendo rinunciare a cercare un modo per controllare il mio peso, ho iniziato ad interessarmi alla pratica dell'Intermittent Fasting, o digiuno intermittente.

Il digiuno intermittente è una pratica che si basa sul concetto di lasciare l'organismo senza cibo per limitati periodi di tempo (tipicamente mai superiori alle 72 ore).

Esistono due versioni molto note del digiuno intermittente:

1. Mangiare per 5 o 6 giorni a settimana normalmente, con 3 pasti o 4 o 5, a seconda di come si è abituati, e poi digiunare per 1 o 2 giorni a settimana, bevendo solo acqua, te, caffè o altre tisane.

2. Ogni giorno cercare di restringere la finestra di alimentazione sotto le 8 ore al giorno.

Mentre l'opzione 1 è di difficile esecuzione, perché uno o più giorni di digiuno totale sono un notevole stress fisico e psicologico e non permettono di programmare alcun evento sociale durante il digiuno, l'opzione 2 è semplice da eseguire, sostenibile, e facilmente modificabile a seconda delle proprie necessità. E ve lo dice uno che le ha provate entrambe.




Da ragazzino, cresciuto con una solida educazione di stampo cattolico, praticavo il digiuno nei venerdì santi, quindi, memore di quella esperienza, non è stato troppo difficile per me provare ad eliminare tutti i pasti da una giornata (l'ho sperimentato anche per due e tre giorni), sempre al netto delle limitazioni sopra, e del mal di testa, che spesso accompagna il digiuno se più lungo di 24 ore.

Così ho iniziato con la seconda opzione: in fondo basta saltare la colazione, prendendo solo un caffè, e poi cercare di pranzare verso le 13.00, e finire di cenare entro le 21.00. In questo modo la finestra di alimentazione è di 8 ore, e quella di digiuno di 16 ore. Con un meccanismo di questo tipo ero già riuscito ad evitare di prendere peso, senza stare troppo attento a cosa mangiavo a pranzo e a cena.

Era già un buon risultato: solo il caffè alla mattina e poi potevo mangiare a pranzo. Non mi pesava né sull'umore, né sulla sensazione di fame: il fisico si abitua in fretta, e alla fine completavo 16-17 ore di digiuno senza alcuno sforzo.

Dall'inizio di agosto 2020, ho voluto provare a ridurre la finestra di alimentazione, ossia aumentare il numero delle ore di digiuno, a scapito di quelle in cui è permesso alimentarsi.

Per raggiungere lo scopo ho utilizzato un'applicazione per Smartphone, due in realtà, Fastic prima, e Simple poi, che sono del tutto simili: un timer che notifica quando è il momento di mangiare in base a come lo si è impostato, e che fornisce alcune utili informazioni sui vari stati in cui si trova il corpo durante la giornata (aumento glicemia, diminuzione glicemia, chetosi, autofagia..) così come alcune notifiche di incoraggiamento e qualche scheda di approfondimento sull'alimentazione e sui disturbi legati ad essa.  Così facendo, poco alla volta ho ridotto le ore di alimentazione, passando gradualmente da 8 ad 1. Il che vuol dire ben 23 ore giornaliere di digiuno!

Secondo svariati studi, spingere il proprio organismo alla condizione di digiuno per oltre 16 ore, ma sempre sotto le 24, innesca una serie di processi salutari, come ad esempio l'aumento della produzione dell'ormone della crescita e del testosterone, utili per la preservazione della muscolatura, la riduzione dei processi infiammatori in atto, lo smaltimento delle scorie accumulate dall'organismo. 
In effetti, dopo i primi giorni in cui si sente la morsa allo stomaco della fame e si deve resistere per arrivare all'ora di pranzo, i segnali della fame diventano sempre più flebili e ci si abitua anche a questo regime, che rimane sostenibile senza più alcuna difficoltà. 
Durante questi mesi, l'orario prescelto per alimentarmi è stato quello del pranzo, ad eccezione delle poche occasioni recenti di vita sociale, in cui ho dovuto nutritmi a cena. Quando la pandemia sarà passata e sarà possibile tornare ad una vita sociale piena, credo che la cena sarà il pasto che manterrò.

Ad oggi, dopo circa 5 mesi e mezzo in cui ho ristretto la finestra di alimentazione ad una sola ora (con qualche eccezione certo, ma c'è stato Natale in mezzo), ho perso complessivamente 13 chili. 
Un bel risultato per chi come me non riusciva più a perdere un etto da troppo tempo!
Spero di riuscire a scendere ancora di 5 chili continuando con questo regime e senza eliminare alcun tipo di cibo o bevanda, per ora, e vediamo come sarò a fine Marzo, poi eventualmente, correggerò qualcosa per accelerare verso il traguardo.
Nel frattempo procedo ormai senza sforzo, e pur non essendo un professionista dell'alimentazione, mi sento di raccomandare l'utilizzo del digiuno intermittente.
Voi lo fate? Che esperienze avete in proposito? 


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Neve a Zurigo!

A partire da mercoledì scorso (13 Gennaio 2021) abbiamo avuto, qui a Zurigo, la nevicata più imponente che io ricordi nei 7 anni e mezzo in cui mi sono trasferito quassù.

Ha iniziato nel pomeriggio, creando i primi disagi ed incolonnamenti. Poi ha smesso per la notte, ed ha re-iniziato nella mattinata del giorno successivo. 
Quel giorno ero andato in ufficio in macchina, anche se avevo visto le previsioni del tempo e aveva già iniziato a nevicare dalla mattina presto. 
A Zurigo, come parte integrante del pacchetto efficienza svizzera, viene normalmente distribuito il sale per le strade e ci sono i mezzi spazzaneve pronti ad intervenire già dal giorno precedente l'attesa nevicata. 
Per questo motivo ero tranquillo: dovevo vedere dei colleghi e sarei andato in ufficio tenendo sotto controllo la situazione, visto che la mia scrivania è proprio a ridosso della finestra lato strada; se avessi visto che la neve si depositava in modo troppo rapido, avrei preso la macchina e sarei tornato a casa.
Bene.

Dopo aver lavorato tutta la mattina, incontrato chi dovevo, e approssimativamente all'ora di pranzo, ho controllato come andava il traffico per strada, e la situazione era abbastanza degenerata: aveva nevicato pesantemente e ininterrottamente, e il manto bianco che si era depositato sulla strada era già di qualche centimetro sotto le gomme delle macchine in coda, nonostante il traffico continuo. Così ho deciso di prendere le mie cose e tornare a casa. 
La mia macchina era parcheggiata nel garage sotterraneo, ed è a trazione posteriore, quindi ho preso un po' di abbrivio per affrontare la rampa di uscita, già interamente innevata. Primo ostacolo superato con successo. 
Il secondo sarebbe stato quel traffico quasi fermo, in mezzo ad una strada sempre più carica di neve, fresca e viscida, così il tragitto verso casa è stato un continuo ricalcolo mentale per evitare le strade che si erano già congestionate, e così facendo sono riuscito ad arrivare a casa, ancora digiuno, dopo solo un'ora. 
Non male, considerate le condizioni, pensavo.

In effetti, alle persone che erano uscite con i mezzi pubblici era andata anche peggio, a giudicare dai post al vetriolo sui social network: tram che non passavano, bus fermi, ore di attesa alle fermate senza alcuna informazione o peggio con laconici messaggi che annunciavano la cancellazione delle tratte a causa neve. Proprio vero che, a volte, diciamo una volta ogni sette anni, l'avere una culture del disservizio può tornare utile. Ma in Svizzera questa manca (grazie a Dio) e una situazione del genere è davvero insolita!

Ora, la neve dà tanti disagi: strade impraticabili, mezzi pubblici al minimo, sale che sporca tutto, ghiaccio a terra che se non si sta attenti si scivola, rami degli alberi spezzati e caduti su strada, o peggio auto o case.

Però la neve è anche di una bellezza incredibile!

Ha continuato a scendere, ininterrottamente per tutto giovedì e per tutto venerdì, portando quel silenzio ovattato caratteristico, ed in breve trasformando completamente il paesaggio: dai tetti, strade e marciapiedi imbiancati del giorno prima, ad una vera e propria trasformazione con le sagome del paesaggio smussate e ammorbidite, sotto una spessa coltre bianca. A occhio e croce ne ha fatta una quarantina di centimetri, e dicono che una nevicata così non si vedeva da decenni. 

La mattina del sabato ne abbiamo approfittato per gioirne con Mina, che non stava nella pelle. 
Il vialetto di casa era coperto di neve, che era stata solo parzialmente spalata. Tutto intorno invece era un manto bianco, soffice e vergine, per cui Mina saltava di qua e di la, come impazzita.



Mina è il nostro cane, un labrador nero di 5 anni pieno di energia e di affetto come solo i cani sanno essere. Chi ne ha, sa. 
Essendo un labrador, razza amante dell'acqua, Mina è a suo agio in tutte le condizioni metereologiche ed avendo due strati di pelo soffre poco il freddo, 
Non è la sua prima neve, ma vedere gli ambienti che percepisce come suoi così trasformati la rende super eccitata. Guinzaglio in tensione, osserva, annusa e cerca dappertutto, come se la strada che percorriamo le fosse completamente nuova.

In realtà facciamo il solito giro, il "giro lungo", ossia quello che da casa sale verso la collina, tra due campi e poi attraversa il bosco, per uscirne in cima alla collina e da lì scendere nuovamente verso casa.

Arrivati tra i due campi, Mina vorrebbe lanciarsi a correre senza guinzaglio su quella stesa di neve immacolata, così la lasciamo libera a godersi la novità.
Forse è memore di ieri, in cui tra i due campi abbiamo incontrato Akira, uno splendido Husky con cui aveva giocato libera nella neve.
Stamattina però non ci sono altri cani in giro con cui giocare, penso, e così se ne salta in mezzo alla neve da sola, come un grillo impazzito.






La via di attraversamento del bosco è sbarrata: troppo rischioso addentrarsi, con gli alberi carichi di neve: molti rami sono caduti, ed uno di questi ha colpito e spezzato una panchina, proprio al bordo del bosco. Decidiamo così di camminare costeggiando il bosco, con Mina che salta felice scomparendo e riapparendo dal manto bianco. Che spettacolo!

Io sono un amante del mare, ma devo dire che la neve ha un fascino unico, ed ero estremamente grato per la bellezza del paesaggio, e la fortuna di poter approfittarne semplicemente uscendo di casa.
Mina, sono sicuro, pensava la stessa cosa.


Presto la neve sarà sciolta, e tutto tornerà alla solita routine.
Ma per qualche giorno ancora approfitteremo di questo bel manto soffice, che ne dici Mina?
Mi guarda e scodinzola, gli occhi carichi di felicità.
Lo so, anche io.



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